Tuesday, 20 August 2019

Il Libro

Ogni mattina scendo da un letto ed entro in una gabbia.
Ogni mattina mi alzo e mi siedo a consultare il Libro delle Risposte.
È un libro senza indice. Ogni giorno dà qualche indizio, se non proprio una Risposta. È sufficiente. Deve bastare, perché non è possibile chiedere. È possibile solo ricevere. Non è un libro che si interroga, e neanche si sfoglia.
Si apre da solo, non sempre e non a caso, forse segue una logica che non riesco a riconoscere, forse capisce le domande che non sono capace di formulare.
Dà risposte come, la tua forza è nella capacità di essere solo, la tua debolezza è l'invidia della vita altrui.

C'è un luogo di pace interiore, in qualche luogo  della mente. Il Libro a volte dà qualche indizio su dove cercare. Più spesso, indica solo che occorre continuare a scavare. Verrebbe da dire in profondità, dove tutto è calmo, se non evocasse la calma della morte, tre metri sottoterra.
Preferisco l'analogia della superficie del lago increspata dal vento e forse dal passaggio di qualcosa che non è acqua. Una perturbazione temporanea ma spesso imponente, sufficiente a far perdere l'equilibrio, l'orientamento, il senso della direzione. Scavare non è dunque appropriato, forse meglio scendere, spingersi giù dove neanche le onde di tempesta arrivano a perturbare la quiete. Accettare un viaggio innaturale con la speranza di raggiungere la propria natura. Un apparente paradosso in cui si racchiude l'intera speranza di risolvere l'incessante  tormento dell'esistenza.